L’uso dello smartphone ti dice se sei depresso

Dall’utilizzo dello smartphone un indicatore per definire il nostro stato emozionale: è questa la conclusione dei ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine, secondo i quali monitorando l’uso dei dispositivi mobili si possono individuare tracce, più o meno rassicuranti, dello stato di salute mentale di ogni soggetto.

E’ il tempo la principale variabile di riferimento e, secondo lo studio pubblicato sul Journal of Medical Internet Research, maggiore è quello trascorso con in mano un cellulare, maggiore è la probabilità di soffrire di disturbi depressivi. La ricerca ha analizzato, mediante l’ausilio di questionari personali, i profili di circa 30 persone, utilizzatori di smartphone, per identificare dei possibili soggetti depressi. Dai dati raccolti 68 minuti di utilizzo quotidiano del cellulare sono significativi per individuare un rischio di depressione, un tempo minore, invece, rappresenta un’evidenza di vita molto più felice e serena. La spiegazione data dai ricercatori è che: “Quando le persone sono depresse, tendono a ritirarsi e non hanno la motivazione e l’energia per uscire e fare le cose”, pertanto l’unica valvola di sfogo e distrazione che si presenta per l’individuo viene rappresentata dal cellulare. Secondo gli esperti ritirarsi in solitudine ed interagire solo con il proprio dispositvo conferma dei segnali evidenti di depressione nel soggetto che devono essere affrontati e curati per tempo.

  • Ricerca di: Northwestern University Feinberg School of Medicine
  • Pubblicata su: Journal of Medical Internet Research
  • Conclusione: Il tempo trascorso al cellulare è indicatore dello stato di salute mentale

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Articolo pubblicato il 16 luglio 2015 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.