Quanti danni può fare la solitudine?

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La solitudine è una vera e propria malattia dalla quale bisogna imparare a difendersi o, comunque, cercare di combatterla. La solitudine, infatti, non è una condizione personale che andrebbe trascurata in quanto può determinare degli effetti realmente dannosi sul nostro stato di salute.

Lo hanno dimostrato dei ricercatori tedeschi della Johannes Gutenberg University di Mainz con uno studio scientifico che ha coinvolto oltre quindicimila persone, tra i 35 e i 74 anni, per un periodo di cinque anni, andando ad analizzare il livello di salute psicofisica associato alla presenza di un sentimento di solitudine.

Quali sono i danni di salute conseguenti allo stato di solitudine? <<La solitudine crea significativi rischi in termini di salute mentale, sia per quanto riguarda la depressione, sia per quanto concerne il livello di ansia>>, spiegano gli studiosi. Ancora: <<La solitudine aumenta anche la probabilità di essere fumatori, un classico indicatore di uno stile di vita sbagliato. La ridotta qualità della salute mentale può poi essere causa di un maggior numero di visite dal medico, di ricoveri e di utilizzo di psicofarmaci. Presi nel loro complesso questi risultati danno un solido supporto alla convinzione che la solitudine dovrebbe essere considerata di per sé una significativa variabile di salute>>.

Attenzione, però, perchè bisogna fare una piccola precisazione: la solitudine presa in considerazione dai ricercatori non è la semplice richiesta o esigenza personale di stare un pò da soli, ma è una vera e propria esperienza di isolamento sociale. E’solo questa condizione di esclusione dal tessuto sociale che può determinare degli effetti negativi sulla nostra salute psicofisica.

Una nota positiva che emerge dagli studi condotti è che quando si inizia a percepire un senso di abbandono ci si attiva in maniera del tutto naturale verso una ricerca spontanea del contatto sociale. Gli esperti parlano di “spinta alla riaffiliazione”, proprio per indicare tutta una serie di meccanismi interiori che, in date circostanze di solitudine, ci spingono a riallacciare dei vecchi contatti o a cercarne di nuovi per poter vincere la sensazione di isolamento.

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Articolo pubblicato il 13 Novembre 2017 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.