Religiosi o non religiosi, la risposta è nell’ambiente

E qui con la parola ambiente si vuole identificare l’habitat naturale e non lo spazio sociale in cui cresciamo, viviamo e ci condizioniamo a vicenda. Condividere una ricerca del genere può sembrare, a parer nostro, accettare una spiegazione semplicistica che riduce innumerevoli motivazioni di tipo personale, cognitivo, psicologico, comportamentale che concorrono nella scelta religiosa e dare credito, invece, ad un ragionamento più “essenziale” del tipo causa-conseguenza. Perchè si è più religiosi in America Latina o in Africa, piuttosto che in Asia o in Australia? E’ questa la domanda che alcuni ricercatori del National Evolutionary Synthesis Center hanno voluto approfondire tentando di portare alla luce una correlazione più evidente tra l’ambiente naturale e l’approvazione della fede religiosa.

Lo studio pubblicato sulla rivista Pnas e condotto presso la North Carolina State University ha analizzato i dati sociali e storici di numerose popolazioni del mondo dedite alla credenza nelle divinità superiori o comunque legate a particolari convincimenti religiosi. La mappa del territorio mondiale che si è potuta delineare dalla ricerca condotta ha evidenziato come le società che manifestano dei comportamenti religiosi sono cresciute in relazione con le ridotte disponibilità ambientali di alcune risorse naturali. Secondo i ricercatori, infatti, le popolazioni analizzate hanno determinato, nel corso della storia, un atteggiamento comportamentale simile a quello degli uccelli cooperativi, una famiglia di volatili che per superare condizioni di gravi avversità territoriale decidono per la cooperazione strategica. Alla stregua degli uccelli, quindi, secondo le conclusioni di ricerca riportate dal dottor Carlos Botero autore dello studio, di fronte all’evidenza di un ambiente molto ostile per la crescita e lo sviluppo della comunità (esempio, la crescita delle piante), gli uomini decidono di credere nelle divinità come forma di lotta comune contro un ambiente avverso e di organizzarsi in strutture sociali e, appunto, religiose.

  • Ricerca di: North Carolina State University
  • Pubblicata su: Pnas
  • Conclusione: Le risorse naturali del territorio hanno influenzato nel corso della storia la nascita delle comunità religiose