I calcoli renali si curano con le montagne russe!

Gardaland, Mirabilandia, Rainbow Magicland, segnatevi questi nomi (e magari anche le città di riferimento) se soffrite di calcoli renali (piccoli depositi cristallini presenti nelle nostre vie urinarie) e state cercando una possibile soluzione al problema.

Davvero insolita la ricerca realizzata dagli esperti della Michigan State University che, forse, per la prima volta hanno condotto una sperimentazione scientifica all’interno di un parco divertimenti. L’idea dello studio inizia con il curioso racconto di alcuni pazienti secondo i quali per espellere i propri calcoli renali è bastato un giro sulle montagne russe del parco giochi più famoso del mondo, quello della Disney nella città di Orlando in Florida.

Per verificare l’attendibilità del racconto i ricercatori hanno deciso, quindi, di costruire un modello di rene umano in silicone riempiendolo con dei veri calcoli renali. Poi, posato il rene artificiale in uno zaino a spalla, sono saliti sulla giostra e hanno effettuato ben 20 giri. I risultati dell’insolito esperimento sono stati successivamente riportati all’interno di un articolo pubblicato sul Journal of the American Osteopathic Association. I dati ottenuti confermano che nelle corse effettuate dai ricercatori nei primi posti della vettura delle montagne russe il rene finto ha espulso 4 calcoli su 24, in quelle effettuate in coda ne ha eliminati 23 su 36.

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Sono le vibrazioni della giostra a favorire il rilascio dei calcoli renali, vibrazioni che risultano molto più forti nella parte finale del treno. Il beneficio di esplusione sembra comunque limitato a calcoli di dimensione ridotta (massimo 6 mm di diametro), ciò nonostante <<Se sai di avere un calcolo renale piccolo, puoi provare le giostre>>, suggeriscono i ricercatori.

Numerose le critiche rivolte all’esperimento condotto: il rene artificiale, infatti, non può riprodurre al pieno tutte le caratteristiche fisiologiche dell’organismo umano, i calcoli espulsi, inoltre, sarebbero quelli che il corpo eliminerebbe da solo senza particolari “sforzi”; non da ultimo, infine, la constatazione che un paziente affetto da calcoli renali soffre di un malessere generale che ne condiziona le normali attività quotidiane, figurarsi, quindi, la possibilità che si lasci convincere per un giro di giostra alquanto “movimentato”.