Il cocktail d’estate meglio prenderlo liscio…

“Vorrei una bibita”. “Certo, con ghiaccio o senza?”, “Senza, grazie”. Ecco come dovrebbe concludersi il dialogo tra voi e il barman di turno mentre vi apprestate a bere il vostro cocktail preferito magari in spiaggia o in piscina. Decisione difficile, però, perchè vuoi mettere il piacere di sorseggiare una bevanda fredda piuttosto che tiepida?

Il problema, però, sembra essere che il giacchio che viene utilizzato per raffreddare i nostri cocktail in realtà rappresenta una minaccia, seppur lieve, per la nostra salute.

Secondo uno studio scientifico condotto nella città di Palermo, i cubetti di ghiaccio utlizzati all’interno di bar o pub presentano delle concentrazioni consistenti di batteri o muffe. Più della metà del campione analizzato, infatti, ha rilevato la presenza di livelli di coliformi, enterococchi o di pseudomonas, batteri che nonostante una loro ampia diffusione in natura possono definire delle infezioni cliniche importanti. Queste presenze non sono particolarmente pericolose per le persone in buona salute, ma in grado comunque di creare delle problematiche rilevanti nei soggetti a rischio come anziani o bambini o in individui che già soffrono di disturbi gastro-intestinali. Febbre, nausea, diarrea, questi i rischi principali a cui si va incontro utilizzando cubetti di ghiaccio “contaminati”.

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Lo studio condotto è attualmente in una fase iniziale di raccolta dei dati e terminerà solo il prossimo mese di novembre. Intanto il consiglio degli esperti è quello di verificare, per quanto possibile, la provenienza del ghiaccio che viene utilizzato e, in casi di dubbi o particolari perplessità, preferire una bevanda meno fredda e di certo meno pericolosa.