Il tè può davvero allungarci la vita?

Tra i tanti rimedi di lunga vita, nella nostra costante ricerca ad un elisir di giovinezza in grado di consentirci un’esistenza più duratura, sembra quasi che basta una semplice tazza di tè al giorno per conferire ad una persona un beneficio reale di longevità. La conferma arriva da uno studio presentato recentemente al congresso europeo dei cardiologi ESC (European Society of Cardiology) e condotto dal dottor Nicolas Danchin dell’Università René Descartes di Parigi.

La ricerca che ha interessato un campione di più di 130.000 persone di età compresa fra i 18 e i 95 anni è durata per un periodo di studio abbastanza lungo, tempo durante il quale alcuni partecipanti alla ricerca, data anche la non più giovane età, sono deceduti. A tutti i soggetti coinvolti era stato richiesto di indicare, via questionario, il consumo abituale di tè o caffè e la media del numero di tazzine bevute quotidianamente, per bevanda, da un minimo di zero a quattro e più al giorno.

Dalle analisi raccolte si è evidenziato come gli amanti del caffè presentavano un rischio maggiore di incorrere in problematiche cardiovascolari, e che tale rischio, legato ad ovvie conseguenze di mortalità, aumentava in correlazione anche con il vizio del fumo.

Il tè, di contro, sembrava conferire degli effetti benefici sulla pressione sanguigna riducendo il rischio di morte cardiovascolare del 24% nei soggetti che ne facevano consumo.

Altre conclusioni interessati della ricerca: all’aumentare dei consumi di caffè diminuiva la propensione del soggetto all’attività fisica, l’opposto accadeva per chi beve tè. L’allarme maggiore riguarda principalmente il sesso maschile perchè sono le donne quelle che bevono più tè. Infine, è confermata una riduzione dei decessi anche per i bevitori abituali di tè che fumano o che hanno fumato in passato.

Secondo i ricercatori, l’importanza della bevanda, quindi, e la necessità di un suo consumo regolare è dovuta ai numerosi antiossidanti contenuti in grado di prevenire patologie tumorali e rischi d’infarto. Non solo, un altro fattore riguarda la presenza, nel tè, delle catechine, ovvero di alcuni composti che contribuiscono a sostenere le funzioni cardiache e che concorrono al mantenimento di un buono stato di salute.