In forma impeccabile con la nuova dieta dell’orologio

Ne abbiamo viste davvero di tutti i tipi, e ci eravamo anche impegnati, in passato, nel cercare di elencare tutte le tipologie di dieta condivise e suggerendo quali metodologie alimentari applicare e quali no. Adesso, con l’arrivo di una nuova dieta in campo, la dieta dell’orologio, ci toccherà, forse, rivedere le nostre conclusioni e proporre nuove soluzioni più efficaci per il vostro benessere.

La dieta dell’orologio parte dal presupposto scientifico per il quale mangiare sempre alla stessa ora e all’interno dello stesso intervallo di tempo può garantire degli ottimi risultati di salute. La validazione di questa tesi ha ritrovato una conferma scientifica con una sperimentazione condotta su dei topi in laboratorio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista di settore Cell Metabolism. La ricerca durata per 38 settimane e realizzata dal Salk Institute for Biological Studies di San Diego ha provveduto ad alimentare dei topi mediante quattro differenti programmi alimentari: alto contenuto di grassi, alto contenuto di fruttosio, alto contenuto di grassi e di saccarosio, normale alimentazione. Ad alcuni topi i pasti venivano somministrati in maniera del tutto casuale durante l’intera giornata, per altri, invece, la somministrazione andava a seguire una tabella specifica di intervalli di tempo (scanditi in 9, 12 o 15 ore). Alla fine dell’esperimento i dati raccolti dai ricercatori hanno evidenziato come, nonostante le differenze sostanziali di alimentazione ed indipendentemente dalle quantità di cibo ingerita, i roditori che mangiavano a tutte le ore risultavano per lo più obesi e fuori forma, mentre i topi che avevano rispettato dei tempi precisi di alimentazione presentavano una forma fisica migliore ed uno stato di salute pressochè perfetto. La spiegazione, secondo gli scienziati, è che il mangiare ad intervalli regolari serve ad equilibrare il nostro metabolismo interno favorendo, nel lungo periodo, la perdita dei chili di troppo, la prevenzione da malattie metaboliche ed evitando, appunto, un fastidioso aumento di peso.

  • Ricerca di: Salk Institute for Biological Studies di San Diego
  • Pubblicata su: Cell Metabolism
  • Conclusione: Mangiare ad intervalli regolari favorisce il dimagrimento ed evita l’insorgenza di malattie metaboliche

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Articolo pubblicato il 19 gennaio 2015 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.