Individuate delle particelle microplastiche anche nel nostro corpo!

microplastiche

Per la prima volta i ricercatori hanno fornito dei dati validi per dimostrare la pericolosità della diffusione delle plastiche nel nostro ambiente.

Nel momento in cui, infatti, l’utilizzo della plastica è così pervasivo da contagiare direttamente la salute dell’uomo vuol dire che siamo arrivati ad un punto realmente critico e che bisognerebbe cambiare decisamente rotta.

Sono gli scienziati della Medical University di Vienna e dell’Agenzia dell’Ambiente austriaca ad aver individuato delle particelle microplastiche nell’uomo grazie ad uno studio condotto su 8 persone proveniente da diversi Paesi del mondo (Europa, Russia, Giappone…).

L’analisi delle feci di ciascun partecipante allo studio ha evidenziato la presenza in media di venti particelle microplastiche (di ridotte dimensioni) rinvenute per ogni dieci grammi di feci.

Le particelle individuate sono le più comuni come il polietilene tereftalato o il polipropilene di diffuso utilizzo commerciale.

Perchè la presenza di microplastiche è da intendersi come un problema di salute per gli individui?

Perchè numerose malattie gastrointestinali possono essere riconducibili alle microplastiche ingerite, in quanto le particelle sono in grado di entrare nel nostro flusso sanguigno oltre che nel nostro sistema linfatico e di raggiungere il sistema digestivo così come anche il fegato sollecitandone un cattivo funzionamento.

Per quando riguarda l’ingestione, invece, le ipotesi degli scienziati coinvolgono ovviamente la catena alimentare, e quindi tutti gli alimenti a contatto diretto con le plastiche, così come l’universo della cosmesi, ovvero tutti i prodotti di bellezza utilizzati quotidianamente e che prevedono la presenza di microsfere plastiche.

I ricercatori non sono ancora in grado di confermare quali sono i canali effettivi con il quale il contatto con l’uomo si realizza e per questo sono previsti ulteriori studi nel breve periodo. Il suggerimento, intanto, è quello di cercare di ridurre l’inquinamento plastico o di ridimensionare l’impatto che può avere la plastica sulle nostre abitudini di acquisto o di consumo.

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Post pubblicato il 24 Ottobre 2018 da: