Rimuovere le tonsille ai bambini: ma è davvero necessario?

tonsillite

Magari al giorno d’oggi gli interventi saranno anche diminuiti, ma per molti anni una pratica abbastanza diffusa era quella di sottoporre il bambino ad un’operazione chirurgica di rimozione delle tonsille.

Il trattamento era volto a ridurre il numero di tonsilliti, un’infiammazione acuta che conduce a sintomi come mal di gola, febbre o placche.

Quando, infatti, la tonsillite è ricorrente e presenta un’elevata frequenza di episodi infettivi si opta per il trattamento chirurgico e quindi per la tonsillectomia.

Uno studio pubblicato sulla rivista British Journal of General Practice e condotto dai ricercatori dell’Università di Birmingham ha dimostrato, però, che il più delle volte l’operazione alle tonsille non è necessaria.

Gli scienziati hanno analizzato le cartelle cliniche di più di 1 milione di bambini del Regno Unito: di questi 18 mila erano stati sottoposti nel periodo di riferimento (tra il 2005 e il 2006) ad un intervento di tonsillectomia e solo per 2.000 di loro il trattamento chirurgico risultava giustificato.

Solo l’11,7% dei bambini trattati con operazione presentavano delle motivazioni valide per procedere con un intervento di rimozione delle tonsille.

Da qui, quindi, l’allerta degli esperti su un ricorso eccessivo al trattamento chirurgico. Le tonsille, d’altronde, costituiscono un elemento fondamentale per la salute del bambino (e poi dell’adulto) svolgendo una funzione immunitaria rilevante e difendendo il tratto respiratorio e quello digestivo da possibili infezioni.

Quando il ricorso alla tonsillectomia è giustificabile? Come spiegano i ricercatori: <<Secondo le linee guida, è candidabile all’intervento chi soffre di tonsilliti acute gravi ricorrenti, più di sette documentate in un anno, oppure cinque in due anni consecutivi o tre episodi in tre anni consecutivi. Si interviene, invece, subito in presenza di complicanze come ascessi tonsillari>>.

L’indicazione, quindi, è quella di valutare la ricorrenza infettiva e, in seconda battuta, verificare che non si risolva spontaneamente mediante l’utilizzo di comuni farmaci da banco.

In età infantile, inoltre, gli episodi di tonsilliti sono molto comuni e, se non in casi specifici o di particolare urgenza, non dovrebbero condurre a preoccupazioni da parte dei genitori.

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Articolo pubblicato il 9 novembre 2018 da:

Stefania Via è nata a Roma il 22 giugno 1999. Dopo gli studi classici è attualmente iscritta al corso di laurea magistrale in Biotecnologie Mediche dell’Università Sapienza di Roma. Appassionata di scienza e serie tv, gestisce in autonomia il piano editoriale dei profili social del blog. Dal 2018 collabora all’attività editoriale del portale.