L’uomo è davvero atterrato sulla Luna?

E qui si potrebbe riaccendere il dibattito ormai millenario tra le ragioni dei cospirazionisti, ovvero di coloro che ritengono che l’atteraggio sulla luna sia solo una montatura, e di chi, invece, non può non credere che quelle meravigliose immagini provenienti dalla missione spaziale di Apollo 11 siano state realizzate sapientemente a tavolino.

La verità è che, forse, non sapremo mai se la passeggiata sulla luna sia stata realizzata al computer oppure no; la scienza, però, può aiutarci a prendere una posizione cercando di spiegare razionalmente a cosa bisognerebbe credere e a cosa no.

La tesi dei ricercatori della Oxford University è che esiste un’equazione matematica tale da definire come e quando si può parlare di cospirazione o di complotto. Il punto centrale della tesi è che una cospirazione per rendersi credibile deve far leva su un determinato numero di persone da informare (o anche cospiratori).

Secondo lo studio pubblicato su Plos One gli elementi che identificano una cospirazione sono: il numero di cospiratori, la durata della cospirazione, la morte (nel tempo) dei cospiratori stessi. Per organizzare uno spettacolo del genere come quello dell’approdo lunare, infatti, e per farlo durare così tanto tempo sarebbe stato necessario includere un numero estremamente ridotto di cospiratori. Secondo gli esperti, infatti, per una cospirazione di soli 5 anni bisognerebbe coinvolgere poco più di 2500 persone, 1000 per una di 10 anni, 125 per quella della durata di un secolo. La regola da rispettare, infatti, è: meno persone sanno, più possibilità c’è che il segreto resiste nel tempo.

La Nasa nel progetto dell’allunnaggio poteva contare su uno staff di oltre 400mila persone, dato che dovrebbe far riflettere sulla possibilità che uno di loro, prima o poi, avrebbe svelato il teatrino montato ad arte. Prendendo in considerazione questi numeri, quindi, i ricercatori hanno analizzato l’ipotetico complotto lunare confermando che dopo solo 3 anni e 8 mesi, valutando tutte le variabili messe in gioco, l’imbroglio si sarebbe svelato.

Nessun complotto secondo la scienza (e siamo rammaricati per chi crede il contrario): i dati presi in considerazione dall’equazione confermano l’impossibilità della cospirazione mondiale e la veridicità dello sbarco sulla luna in quella indimenticabile notte d’estate del 20 luglio 1969.