Dall’Italia arriva la conferma scientifica: il punto G non esiste!

Pronti a riconsiderare anni e anni di teorie, sperimentazioni, ipotesi o conclusioni? Pronti a rivedere le proprie convinzioni e a prevedere nuove strategie o tecniche amatoriali in grado di provocare piacere o soddisfazione? Se buona parte della vita sessuale di un uomo è volta alla ricerca del famigerato punto G, anche detto punto Gräfenberg in onore del ginecologo che per primo si interessò alla sua struttura anatomica, ovvero di un punto particolarmente sensibile nella parete anteriore della vagina in grado di regalare piacere sessuale, ebbene tutti i nostri sforzi sembrano essere, a questo punto, del tutto vani.

La conclusione scientifica è drastica e non ammette repliche: il punto G non esiste. La smentita parte proprio dal territorio italiano e dai ricercatori dell’Università dell’Aquila e di Tor Vergata con una pubblicazione a riguardo sulla rivista scientifica Nature Urology. Secondo i ricercatori, infatti, non può esistere un unico punto in grado di “definire” una soddisfazione sessuale così intensa, piuttosto è la collaborazione nervosa di un’area molto più estesa, che include tessuti, muscoli, ghiandole e utero e che interessa l’intera zona del CUV (complesso clitoro-uretro-vaginale) a poter garantire il piacere e l’orgasmo alle donne.

  • Ricerca di: Università dell’Aquila, Università di Tor Vergata
  • Pubblicata su: Nature Urology
  • Conclusione: Non può esistere un unico punto di piacere sessuale

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Articolo pubblicato il 25 agosto 2014 da un nostro autore

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.