La disfunzione erettile si combatte con la tecnologia!

disfunzione erettile

Nessun ricorso ai farmaci: il futuro della cura per la disfunzione erettile maschile è consegnato alle nuove tecnologie.

E’ la Società Italiana di Andrologia (SIA) a confermare questo importante cambio di rotta condividendo uno studio italiano con evidenza di risultati di successo.

Nel 70% dei casi di pazienti trattati e affetti da disfunzione erettile non grave,  infatti, il trattamento tecnologico ha dimostrato la propria efficacia.

Lo studio ha preso in esame un campione di persone in età tra i 19 e i 65 anni affette da disfunzione erettile. Dai dati ottenuti è emersa, appunto, un’efficacia del 70% per casi lievi o medi e del 40% per i casi più gravi.

Qual è il funzionamento alla base di questo innovativo rimedio hi-tech? Come spiegano i ricercatori: <<la tecnologia impiegata è quella delle onde d’urto e viene di solito utilizzata in altre parti del corpo, come ad esempio per il trattamento della calcolosi renale o come terapia antalgica. Nel caso specifico della disfunzione erettile, le onde d’urto, 3.000 colpi a basso voltaggio in sedute da 10 minuti per sei mesi, vengono applicate sul pene con specifici dispositivi e stimolano la circolazione peniena, permettendo la crescita graduale di nuovi vasi sanguigni, detta neo-angiogenesi. Questo trattamento restituisce al paziente l’erezione spontanea, proprio perché la circolazione nel pene torna normale e l’erezione risulta efficiente>>.

Come detto, quindi, decade la necessità delle cure farmacologiche e con i nuovi trattamenti tecnologici il paziente può ritornare ad una vita sessuale del tutto regolare.

Un importante vantaggio della terapia tech, inoltre, è che le onde d’urto non provocano effetti collaterali, nè dolore al soggetto.

Ovviamente la tecnica utilizzata è ancora in corso di sperimentazione e prima di poter parlare di un’alternativa reale di cura bisognerà effettuare ulteriori studi soprattutto per comprendere la risposta di efficacia anche sul lungo periodo.

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Post pubblicato il 6 Marzo 2019 da: