Dormire bene per ridurre il rischio di cancro alla prostata

Durante la notte da una ghiandola posta alla base del nostro cervello, la ghiandola pineale (o anche epifisi) viene prodotta una sostanza detta melatonina. La melatonina viene rilasciata nel nostro organismo in assenza di luce, e durante la notte le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente fino a ridursi al mattino.

La sua funzione principale è regolare il ritmo circadiano, ovvero il ritmo di sonno-veglia che scandisce la nostra giornata.

Alcuni ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia della Harvard School of Public Health di Boston hanno messo in correlazione i valori della melatonina con le possibilità di sviluppare un cancro alla prostata.

Lo studio, presentato alla conferenza American Association for Cancer Research a San Diego, ha interessato più di 900 uomini coinvolti nelle risposte di un questionario sulle loro abitudini notturne. I dati raccolti hanno evidenziato che un uomo su sette degli intervistati presentava problemi ad addormentarsi, uno su cinque soffriva di sonno breve e discontinuo ed uno su tre era costretto ad assumere dei farmaci per riposare.

I risultati ottenuti, confrontati con gli esami delle urine raccolte, hanno poi dimostrato che i problemi di insonnia sono spesso associati a bassi livelli di melatonina e ad un elevato rischio di cancro alla prostata. Per contro, gli individui nei quali i livelli di melatonina risultavano superiori alla media del gruppo, sintomo, quindi, di un buon riposo notturno, registravano il 75% di probabilità in meno di sviluppare il cancro.