Dormire poco indebolisce le nostre difese immunitarie!

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Non vi siete mai ammalati così spesso come quest’anno ma non riuscite a spiegarvene il motivo?

Una delle cause principali potrebbe essere un cambio nelle vostre abitudini di vita.

Un esempio? Avete un nuovo lavoro (magari fuori città) e adesso siete costretti ad alzarvi la mattina più presto del solito!

Dormire poco indebolisce le vostre difese immunitarie esponendo l’organismo a più facili attacchi di virus e batteri.

La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Sleep dai ricercatori dell’Università di Washington secondo cui una prolungata carenza di sonno può condizionare il funzionamento del sistema immunitario.

La ricerca scientifica ha coinvolto la partecipazione di 11 coppie di gemelli con abitudini di riposo differenti. Gli scienziati hanno prelevato dei campioni di sangue ai partecipanti alla ricerca per evidenziare, appunto, che il sistema immunitario di chi dormiva di meno era molto più debole del gemello che riposava di più.

La scelta di selezionare dei gemelli, inoltre, è risultata essenziale per poter escludere dai risultati di ricerca la componente genetica. Come spiegano i ricercatori: <<Questa indagine fornisce ulteriori dimostrazioni dell’importanza del sonno per la salute e il benessere generale e, in particolare, per la funzionalità del sistema immunitario. I nostri risultati sono coerenti con quelli di altri studi che hanno rilevato che somministrare un vaccino a persone che non hanno dormito a sufficienza determina una risposta degli anticorpi più bassa, e con quelli delle indagini che hanno dimostrato che esporre individui che sono stati sottoposti a privazione del sonno a un virus, aumenta le probabilità che vengano contagiati>>.

Come detto più volte un buon sonno ristoratore è necessario per tutelare la nostra salute. E vi avevamo anche già detto come quantificare il giusto sonno per ciascuno.

Viceversa, quindi, dormire poco ci espone alla lunga ad un rischio maggiore di sviluppare malattie, come quelle metaboliche, infiammatorie o cardiovascolari.

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Post pubblicato il 12 Febbraio 2019 da: