Il sonno interrotto rovina il buonumore

Fa più “male” il sonno ad intervalli, ovvero lo svegliarsi e riaddomentarsi più volte nel corso della notte, o il non dormire proprio?

Secondo una ricerca scientifica della Johns Hopkins Medicine e pubblicata sulla rivista Sleep, il sonno interrotto è nocivo per il nostro buonumore, molto più che il dormire poco. Lo studio che ha coinvolto più di 60 persone, tra maschi e femmine, ha diviso i partecipanti in tre gruppi differenti: il primo gruppo era soggetto a diverse interruzioni di sonno durante la notte, il secondo gruppo doveva andare a letto ad un orario più tardi del normale, il terzo gruppo aveva liberà di riposarsi tranquillamente.

La qualità del sonno dei gruppi è stata monitorara con un esame specifico chiamato polisonnografia, una tecnica che viene utilizzata per registrare simultaneamente i parametri fisiologici di un individuo durante la notte e verificare la presenza di eventuali disturbi del sonno.

Dai dati raccolti dallo studio, dopo la prima notte gli umori delle persone erano pressochè identici, ma già dalla seconda notte i ricercatori hanno evidenziato, mediante dei test e questionari somministrati, particolari differenze tra i gruppi: il gruppo del sonno interrotto presentava una riduzione del 31% dello stato normale di buonumore, il gruppo di chi andava a letto tardi una diminuzione del 12%, il terzo gruppo non presentava variazioni significative.

Secondo gli esperti la spiegazione di questo cambiamento risiede nel sonno ad onde lente, o anche sonno profondo la cui presenza favorisce lo stato di buonumore nell’individuo. Un sonno interrotto più volte non riesce a raggiungere la fase di onde lente o comunque la raggiunge solo per breve tempo riducendo, quindi, non solo i livelli di riposo e di energia del soggetto, ma influenzando anche i suoi parametri di cordialità ed atteggiamento positivo.