Combattere i tumori “affamandoli”: ecco come

affamare il tumore

Il nostro organismo ha bisogno del supporto di alcuni elementi per poter lavorare al meglio. Gli amminoacidi, ad esempio, sono molecole organiche fondamentali per svolgere diverse funzioni biologiche del nostro corpo. Gli amminoacidi, infatti, costituiscono la base dei nostri processi vitali e sono assolutamente indispensabili per il funzionamento del processo metabolico.

L’organismo umano, però, non è in grado di produre da solo tutti gli amminoacidi che servono al suo funzionamento ma alcuni di essi deve assumerli attraverso l’alimentazione. Questi sono detti aminoacidi essenziali, ovvero amminoacidi che l’organismo umano non riesce a sintetizzare in quantità sufficiente per far fronte ai propri bisogni e deve cercare di ottenere mediante le sostanze nutritive.

E’ da questa premessa che i ricercatori del Cancer Research UK Beatson Institute hanno ipotizzato una particolare tesi scientifica: è possibile “affamare” il cancro e ostacolarne la crescita eliminando alcuni amminoacidi utili al proprio sviluppo. Tra questi la serina e la glicina che non sono amminoacidi essenziali e che quindi il nostro corpo è capace di produrre da sé; o meglio che solo le cellule sane sono in grado di produrre da sole ma non anche le cellule tumorali.

La ricerca pubblicata sulla rivista Nature è stata condotta in laboratorio su dei topolini con tumore intestinale e alimentati con una dieta priva di serina e glicina. I risultati ottenuti dallo studio hanno evidenziato che la crescita del cancro rallenta e che i roditori rispondono in maniera più efficace alle cure farmacologiche. Il prossimo passo, confermano gli esperti, è quello di prevedere dei trial clinici su pazienti umani per verificare se si ottengono i medesimi effetti di salute anche sulle persone.

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Articolo pubblicato il 21 aprile 2017 da un nostro autore

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.