Dietrofront della scienza: i tumori non sono una questione di sfortuna!

Ci eravamo lasciati così, con una ricerca scientifica che affidava la nostra salute al caso confermando che l’insorgenza dei tumori fosse da associare alla variabile sfortuna. Ed era, dunque, il famoso fattore “C” di ciascuno a decidere dei rischi più o meno elevati di cancro lasciando al destino la possibilità di selezionare le prossime vittime.

Niente di più sbagliato però: secondo i ricercatori dell’UMC Utrecht la tesi condivisa va rivista e smentita dalla comunità perchè esistono delle evidenze scientifiche che possono dimostrarne l’infondatezza.

Lo studio olandese ha preso in esame le cellule staminali presenti all’interno di diversi organi e tessuti dell’organismo, in differenti fasce d’età, dimostrando che le mutazioni casuali possono avvenire ovunque e non solo all’interno di organi destinati a far insorgere una forma tumorale.

Non esistono, quindi, differenze significative tra il numero di mutazioni presenti in un organo “colpito” e un organo sano e questa considerazione va a stravolgere la precedente ipotesi che il rischio elevato di cancro sia dovuto al numero proporzionale delle mutazioni casuali. Come confermano gli scienziati: <<Questo contrasta con la teoria della sfortuna. Siamo stati sorpresi di trovare praticamente lo stesso tasso di mutazioni in organi con incidenza di tumori molto diversa tra loro. Questo suggerisce che la semplice accumulazione di errori ‘sfortunati’ nel Dna non può spiegare la differenza di incidenza, almeno per alcuni tumori>>.

Non è possibile attribuire alla sfortuna il ruolo di variabile preponderante, quindi, o meglio è probabile che anche la sfortuna giochi una parte essenziale nella definizione dello stato di salute di un individuo, ma quale sia il “peso” reale di questo suo contributo non è ancora stato chiarito dalla scienza.

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