Masturbarsi riduce il rischio di cancro alla prostata!

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La masturbazione non è necessariamente un gesto da condannare, ma è semplicemente un rito (per lo più dell’età adolescenziale) che si concretizza nell’esperienza del proprio corpo e nella conoscenza di nuove sensazioni o piacere.

L’atto di masturbarsi è, comunque, nell’immaginario collettivo, un’azione della quale doversi vergognare e che mina profondamente i valori e le credenze cristiane. Ci pensa la scienza, però, a rivalutare il gesto della masturbazione individuando degli importanti benefici di salute relativamente a possibili rischi di insorgenza di tumore.

Secondo i ricercatori dell’Università di Harvard, infatti, masturbarsi fino a 21 volte in un mese aiuterebbe a ridurre di un terzo il rischio di tumore alla prostata.

Lo studio condotto ha coinvolto 32.000 persone monitorandone lo stato di salute per ben 18 anni: del campione analizzato 4.000 individui sono stati colpiti da un cancro alla prostata e la maggior parte di essi presentava una ridotta attività di masturbazione (entro le 4 volte al mese). Viceversa, nei soggetti abituati ad un’intensa masturbazione il rischio si riduceva del 33%.

La spiegazione degli esperti è che l’eiaculazione è necessaria per eliminare le sostanze cancerose e tossiche che si vanno accumulando nella ghiandola prostatica evitando, quindi, una stagnazione che va a favorire l’insorgenza della neoplasia.

Questa analisi condotta dai ricercatori, comunque, conferma che non è l’atto della masturbazione in sé a rendersi efficace ma una normale eiaculazione: un’intensa attività sessuale con il proprio partner andrebbe, pertanto, a determinare il medesimo beneficio di salute.

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Articolo pubblicato il 10 luglio 2017 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.