Rischio di cancro per chi beve il caffè?

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Il rischio di insorgenza di cancro è potenzialmente lo stesso per chi beve caffè e per chi fuma sigarette: è questo il recente allarme lanciato dall’associazione no-profit The Council for Education and Research on Toxics.

Da qui prende il via la richiesta di far inserire anche sulla bevanda del caffè un’etichetta di possibie rischio di cancro così come già accade sui pacchetti di sigarette.

Numerose ricerche scientifiche condotte, in realtà, hanno dimostrato i possibili benefici del caffè in tema di prevenzione per il rischio di tumori. Ma allora qual è la preoccupazione mossa adesso dall’associazione?

Il problema di salute alla base della richiesta è la presenza nella bevanda di una sostanza chimica potenzialmente dannosa: l’acrilammide, che viene generata durante la torrefazione ad elevate temperature.

Già il National Cancer Institute aveva individuato il caffè come una delle principali fonti di acrilammide, al pari di altri alimenti di uso comune come biscotti, salatini o patatine fritte.

Bisogna dire che c’è già una conferma sulla tossicità della sostanza e c’è una raccomandazione degli esperti di andare a diminuire i tempi di cottura degli alimenti per ridurre il contenuto di acrilamminde nei cibi.

Non esiste, però, ad oggi una correlazione scientifica che possa dimostrare realmente che l’esposizione di un soggetto alla sostanza carcinogena è direttamente collegabile all’insorgenza di cancro. Si attendono, quindi, nuovi studi in merito per verificare l’attendibilità della tesi esposta dall’associazione americana.

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