La cura per lo Zika grazie ad un vermifugo?

Il virus Zika riempie da tempo le pagine dei principali quotidiani nazionali con notizie di una sua diffusione in tutto il territorio dell’America Latina. Il contagio avviene mediante punture di insetti (zanzare) e può provocare una malattia nota semplicemente come febbre Zika. La malattia, di per sè, non è pericolosa per la nostra vita, può diventarlo, però, in soggetti a rischio come donne incinta o negli individui che presentano gravi patologie croniche o che sono affetti da disturbi del sistema immunitario. Rischi maggiori, inoltre, sono legati ai neonati delle madri infette, facilmente esposti alla condizione neurologica della microcefalia.

Il problema principale che riguarda il virus Zika, però, sembra essere la sua velocità di diffusione e, l’impossibilità, da parte dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) di mettere un freno reale all’epidemia.

Numerosi team di ricerca sono attivi per cercare di individuare un vaccino efficace contro il virus, anche se, al momento, dei risultati davvero positivi tardano a farsi vedere.

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Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature, forse, sembra poter dare la giusta accellerazione ad una cura del virus. Il Nicolsamide, un normale vermifugo in commercio in grado di combattere l’infezione da tenie negli esseri umani, potrebbe aiutare a prevenire la replicazione dello Zika. I risultati ottenuti in laboratorio presso la Johns Hopkins University sono davvero incoraggianti, dimostrando la riduzione della trasmissione del virus e la sicurezza del farmaco anche nelle donne in stato di gravidanza.

<<Questo è il primo passo verso una terapia che può fermare la trasmissione della malattia>>, confermano i ricercatori; adesso, infatti, saranno necessari nuovi studi sugli animali e, successivamente anche sugli esseri umani, che possano confermare l’efficacia di cura già rilevata in laboratorio.