Occhi rossi in piscina? Non è colpa del cloro

A quanti di noi sarà capitato d’estate dopo un tuffo in piscina di venir fuori dall’acqua con gli occhi irritati e rossi? “Colpa del cloro” è questa la nostra prima risposta che vuole giustificare l’irritazione, anche se la causa del problema, secondo uno studio condotto presso il Centers for Disease and Control Prevention, sembrerebbe tutt’altra e, a ben sentire, non è per nulla piacevole.

La colpa dell’arrossamento dei nostri occhi non è da ricondurre alla sola presenza di cloro nella piscina, bensì al contatto con alcune sostanze che si ritrovano nell’acqua: sostanze come sudore, feci ed urina rilasciate dalle nuotate di altri bagnanti. E’ la combinazione di queste “presenze” con il cloro a determinare l’irritazione: l’urina contiene al suo interno il nitrogeno, una sostanza che legandosi con il cloro della piscina crea la cloramina, un derivato dell’ammoniaca che irrita, appunto, i nostri occhi causando il rossore che vediamo. Non basta, però, come spiega il dottor Michele Hlavsa: “Non è solo la pipì, è il cloro mischiato con feci, sudore e molte altre cose che portiamo in acqua” a determinare il problema. L’irritazione degli occhi, quindi, è un segnale evidente della presenza di un’acqua non pulita e dalla quale evitare ogni possibile contatto ma, se costretti dall’afa e dal caldo eccessivo, il consiglio degli esperti è quello di tuffarsi muniti di occhialini per proteggere gli occhi da tutte le sostanze “di rilascio” presenti.

  • Ricerca di: Centers for Disease and Control Prevention
  • Conclusione: L’irritazione degli occhi è causata dalla combinazione del cloro con le sostanze presenti in acqua

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Articolo pubblicato il 1 luglio 2015 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.